
21 Settembre 2025
Raid nel borgo fantasma di Fumone
Abbiamo scoperto insieme uno dei borghi del Lazio, ricco di storia e mistero. Un’esperienza immersiva tra leggende, storia e passione per le auto storiche, con arrivo nell’antico borgo fortificato di Fumone e visita al suo celebre castello.
Galleria fotografica
Il Raid dei Fantasmi ha vissuto la sua sesta edizione confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di auto d’epoca e cultura storica. La giornata ha unito paesaggi mozzafiato, tradizione e mistero, portando i partecipanti alla scoperta di Fumone, borgo millenario arroccato sulle colline ciociare, tra i più suggestivi del centro Italia per storia, panorami e leggende.
Dopo l’accreditamento e la colazione di benvenuto, il gruppo ha raggiunto l’antico borgo dominato dal suo imponente castello medievale. Qui, una visita guidata ha permesso di esplorare le antiche prigioni, conoscere le vicende legate a Papa Celestino V, ammirare il celebre giardino pensile più alto d’Europa e ascoltare le storie che da secoli avvolgono Fumone di fascino e mistero.
La giornata si è conclusa con un pranzo in taverna medievale, all’insegna della convivialità e dei sapori autentici della Ciociaria, creando un’atmosfera unica di condivisione e passione per il motorismo storico.
Rivivi i momenti più belli sfogliando la galleria fotografica dell’evento e continua a seguirci sui nostri canali social per restare aggiornato sui prossimi appuntamenti della Scuderia Campidoglio.

La storia di Fumone, curiosità e leggende
Fumone non è un semplice borgo, ma un luogo sospeso nel tempo, avvolto da leggende, misteri e verità storiche che ne fanno una delle destinazioni più affascinanti del Lazio centrale.
Arroccato a 800 metri di altitudine, tra i monti Ernici e la valle del Sacco, Fumone domina il panorama ciociaro da secoli. Il suo nome, secondo la tradizione, deriverebbe dall’antico sistema di segnalazione a fumo (“fumus”), utilizzato sin dall’epoca romana per trasmettere rapidamente messaggi d’allarme a Roma: quando veniva avvistato un esercito nemico in marcia, venivano accesi grandi fuochi che producevano colonne di fumo visibili a decine di chilometri. Da qui, “Fumone”, ovvero “luogo del fumo”.
Ma è il suo castello medievale, possente e perfettamente conservato, a rendere il borgo un unicum di valore storico e culturale. Conosciuto anche come Castello Longhi-De Paolis, fu per secoli una roccaforte militare e luogo strategico di controllo per lo Stato Pontificio. La sua fama, però, è legata soprattutto a una delle pagine più oscure della storia papale: qui fu imprigionato Papa Celestino V, il pontefice “del gran rifiuto” cantato da Dante nella Divina Commedia. Dopo aver abdicato nel 1294, fu fatto arrestare dal suo successore Bonifacio VIII e rinchiuso proprio in una delle celle del castello di Fumone, dove trovò la morte nel 1296, secondo alcune fonti in circostanze ancora oggi controverse.
A questa vicenda si aggiunge un’altra leggenda, ancora più tragica e inquietante: quella del “piccolo marchese”, l’ultimo erede dei marchesi Longhi, morto in tenera età per avvelenamento da parte delle sorelle maggiori, gelose della sua primogenitura. Il corpo imbalsamato del bambino è ancora conservato all’interno del castello, in una teca di vetro, e secondo molti visitatori sarebbe la causa principale delle “presenze” e fenomeni paranormali che da decenni si raccontano tra le sue mura.
All’esterno del maniero si trova un luogo unico nel suo genere: il giardino pensile più alto d’Europa, curato per secoli da generazioni di nobili e giardinieri, sospeso tra cielo e terra, con una vista mozzafiato sulla campagna circostante.
Oggi Fumone è un borgo medievale perfettamente conservato, con le sue mura, le torri di guardia, le stradine in pietra, le case in tufo e gli scorci panoramici che regalano emozioni autentiche in ogni stagione. Visitare Fumone significa immergersi in secoli di storia e leggenda, camminare dove vissero papi, guerrieri e nobildonne, e respirare il fascino misterioso di un luogo che ha resistito al tempo e alle intemperie senza perdere la sua aura.




